CHI SIAMO VALORI SEDI CONTATTI
  Vendita alcolici: Confesercenti, torna il buon senso. Il ministero elimina un assurdo divieto per l’ambulantato.
   

Il ministero elimina un assurdo divieto per l’ambulantato.

Ha avuto successo la chiara battaglia di buon senso condotta da Anva Confesercenti per evitare una ingiusta penalizzazione in particolare dell’ambulantato sul problema della vendita degli alcolici. Va dato atto con soddisfazione al Ministero dello sviluppo economico di avere positivamente fatto chiarezza e un assurdo proibizionismo di giornata è stato archiviato.

Resta dunque giustamente il divieto di somministrare alcolici da parte di chi non ha licenza di pubblica sicurezza, ma viene fermata la abnorme dilatazione del divieto alle ore del giorno che avrebbe messo in ginocchio migliaia di piccole imprese che operano correttamente con punti di vendita ne territorio e nei mercati.

Infatti gli operatori del commercio su aree pubbliche, sia che esercitino su posteggio isolato o posto all’interno di mercati o fiere, sia che commercializzino i propri prodotti in forma itinerante, potranno tranquillamente continuare ad effettuare la vendita di alcolici in recipienti chiusi, come d’uso.

E anche chi effettua la somministrazione di alcolici su aree pubbliche nell’ambito di manifestazioni quali sagre, feste e riunioni straordinarie di persone in genere, sulla base di autorizzazione temporanea alla somministrazione di alimenti e bevande, non avrà alcun problema a continuare le normali attività di somministrazione degli alcolici.

Lo ha chiarito con propria risoluzione (n. 69837, del 30 luglio 2009), che si allega, il Ministero dello sviluppo economico, raccogliendo le preoccupazioni della Confesercenti, che nelle ultime settimane aveva lanciato l’allarme circa il rischio che un’erronea interpretazione dell’art. 23 della Legge comunitaria 2008 (Legge n. 88/09) potesse comportare un illogico stop alle regolari attività commerciali su aree pubbliche, laddove la ratio della legge non appare essere altra che quella di voler disincentivare la vendita e la somministrazione abusive di bevande alcoliche su aree pubbliche.

Ricordiamo inoltre che d’altra parte, la stessa Camera dei Deputati aveva approvato, come più volte riferito, un Ordine del giorno il quale, “premesso che la norma in questione potrebbe prestarsi a ingenerare equivoci e incertezze in sede interpretativa quanto all'ambito di applicazione delle sanzioni ivi previste, per cui potrebbero risultare penalizzate attività che - nell'intenzione del legislatore - non devono incorrere nelle medesime sanzioni, impegna il Governo a chiarire che le disposizioni richiamate al primo periodo del citato comma 2 non si applicano alle attività di vendita o somministrazione di bevande alcoliche in occasione di manifestazioni, sagre, fiere o feste paesane previamente autorizzate ovvero in occasione di manifestazioni in cui si promuovono la produzione ed il commercio di prodotti tipici locali, come anche alle attività di vendita e somministrazione di bevande alcoliche su aree pubbliche da parte di venditori ambulanti autorizzati”.