Anva e Unica Confesercenti rappresentano oltre duemila operatori.
All’incontro indicati i maggiori problemi dei mercati di Milano.
Confesercenti Milano ha presentato all’Amministrazione Comunale di Milano una nuova e più forte aggregazione dei commercianti su area pubblica, costituita da ANVA con l’adesione di Unica, un’associazione autonoma che ha aderito al sistema Confesercenti nel febbraio scorso.
Questa nuova realtà associativa costituisce un punto di riferimento importante nel settore, in città ed in provincia a Milano, poiché associa oltre duemila operatori dei mercati scoperti.
ANVA, con Unica, ha una sua presenza capillare su tutti i mercati scoperti della città di Milano, organizza attività di servizio per gli operatori ed ha una capillare rete informativa alle imprese, sia italiane, sia quelle gestite da cittadini comunitari o extra comunitari.
Quest’unione, confermando l’attività fin qui svolta da ANVA, intende essere interlocutore sistematico dell’Amministrazione per tutte le attività inerenti il commercio su suolo pubblico e chiede di avere per ogni iniziativa le medesime opportunità a concorrervi, di ogni altra associazione.
All’incontro in Comune sono intervenuti i Presidenti della due Associazioni, Francesco Sacco per ANVA-Confesercenti ed Alessandro Trotta per Unica-Confesercenti, con i rispettivi Vicepresidenti Mauro Porro, Domenico Papagni, Michele Castriotta e Gerardo Micillo, insieme al Direttore Confesercenti Milano, Pietro Rosa Gastaldo.
Per l’Amministrazione Comunale erano presenti il Direttore Centrale delle Attività Produttive, Dott.ssa Maria Teresa Broggini Moretto ed il Direttore del Settore Commercio, Avv. Giuseppe Pannuti.
Nell’incontro è stata evidenziata una forte preoccupazione per lo stato di degrado che connota alcuni mercati e, talvolta, l’assenza dei rappresentanti della Pubblica Amministrazione, che costituiscono elemento di garanzia per il rispetto delle regole ed interlocutori certi per i rappresentanti di mercato delle associazioni.
Per l’Associazione sono fondamentali il Codice Etico degli ambulanti per il rispetto delle regole e dei regolamenti di mercato, la pulizia dell’area, il decoro delle strutture di vendita, l’assolvimento degli obblighi di legge delle imprese, la lotta ad ogni forma di abusivismo e di vendita di merci contraffatte.
All’Amministrazione sono state evidenziate le seguenti problematiche:
1. Vigilanza e prevenzione. Il tema che richiama l’esigenza di avere il vigile di mercato in forma permanente, garanzia di corretta applicazione delle norme e dei regolamenti e d’interlocuzione con i rappresentati associativi di mercato, i fiduciari di mercato, anche ai fini della lotta all’abusivismo commerciale ed alla vendita di merci contraffatte. Il vigile di mercato è anche garanzia a tutela dei consumatori.
2. Qualificazione dei mercati. La qualificazione dei mercati è azione indispensabile, per dar corso alle norme regionali sui mercato storici, come nel caso di Benedetto Marcello, L’intervento è necessario in modo strutturale anche per i mercati di Lagosta, Papiniano, Comasina, Fauchè.
3. Orari dei mercati. Da parte dell’Associazione vi è disponibilità al confronto che, nell’osservanza del principio degli attuali orari, avvii forme di sperimentazione di orari flessibili, sia in ragione delle tipologie delle merci esitate, sia in ragione alle diverse location dei mercati stessi. I mercati sono un servizio di vicinato fondamentale delle città di Milano e dei principali centri della provincia, in particolare per le fasce più deboli della popolazione.
4. Mercato di Sinigaglia. Il mercato deve ritornare nella vecchia sede della Darsena, ancor oggi in stato di abbandono e degrado. Nell’attesa è urgente una sistemazione migliore di quella attuale, individuata nell’area di Pagano, dove per altro esiste già un progetto di fattibilità.
5. Tavolo delle Controversie. Occorre una migliore interlocuzione con l’Amministrazione ed i suoi uffici per chiarire, le controversie che frequentemente insorgono nei mercati in particolare sulle sanzioni per irregolarità, i sub ingressi e le così dette incompatibilità merceologiche.