BLOCCHI DEL TRAFFICO IN LOMBARDIA E A MILANO, GUIDA INTRODUTTIVA PER GLI IMPRENDITORI

BLOCCHI DEL TRAFFICO IN LOMBARDIA E A MILANO, GUIDA INTRODUTTIVA PER GLI IMPRENDITORI
Circolare per Milano e la Lombardia richiede attenzione da parte di imprenditori e cittadini che dispongono di veicoli meno recenti, non solo se alimentati a Diesel.

Le Zone a traffico limitato (ZTL) un tempo costituite per finalità meramente connesse al decongestionamento del traffico di ben delimitate zone urbane (come Area C), si stanno infatti moltiplicando – e sovrapponendo – per ragioni legate al contenimento dell’inquinamento atmosferico, estendendosi a vaste parte di Milano (Area B), nonché della Lombardia (Comuni appartenenti alla Fascia 1 e alla Fascia 2).

La progressiva e inesorabile estensione di queste ZTL a tutte le motorizzazioni meno recenti – con mezzi Benzina Euro 4 e Diesel Euro 5 già chiaramente nel “mirino” di qui ai prossimi anni – impone a ciascuno di riflettere sul modo più conveniente per spostarsi in futuro, non solo per comprendere se e con quali modalità potranno circolare i propri mezzi attuali, ma anche per valutare l’opportunità di sostituirli, orientandosi tra le soluzioni sempre più numerose a disposizione, nonché tra i contributi pubblici stanziati per favorire il ricambio del parco automezzi ovvero l’uso dei mezzi pubblici o condivisi.

Confesercenti – che a livello comunale, regionale e nazionale è da tempo impegnata per favorire un processo di rinnovo del parco automezzi che sia sostenibile anche per gli imprenditori – con questo articolo cerca di fornire una panoramica sulle politiche ambientali in questione, restando a disposizione di tutti gli associati per informazioni specifiche sui propri veicoli, nonché per valutare l’acquisto di un nuovo mezzo avvalendosi delle proprie convenzioni, nonché degli incentivi pubblici attualmente a disposizione.

BLOCCHI DEL TRAFFICO REGIONALI

I blocchi del traffico regionali si caratterizzano, oltre che per una differenziazione territoriale (essendo le limitazioni attive solo nei Comuni ridosso delle maggiori conurbazioni, suddivise in FASCIA 1 e FASCIA 2) anche per la presenza, accanto a misure permanenti attive tutto l’anno – quantunque in determinate fasce orarie –  di misure temporanee che si attivano solo in caso di situazioni ambientali particolarmente critiche.